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Wednesday, July 25, 2007

2143 - spontaneous explorations

N. in meditata sospensione sull' aleatorio e-spunto //
dalle zonule a spire nel tornante a randa //
che frastagliatamente rivive del contrappunto //
e 'fonde in spasmo neuma nel surfactante pneuma //
Di schiuma zeugma //

25.07.2007 14:38

Earl Hines. "Spontaneous explorations". Contact. (1964)
http://music.aol.com/artist/earl-hines/6746/album/spontaneous-explorations/140804

"Earl [Earl Hines] puo' andare avanti per novant' anni senza essere mai fuori moda". Count Basie. In: Arrigo Polillo. "Jazz". Oscar Saggi Mondadori. (1997), pp. 397.

NotaSullaNota
La creativita' e' un epifenomeno che coinvolge singolarita' percettive, manipolazione (quasistocastica?) di informazione, tenacia. E metodo. E' anche una questione di metodo. Piu' o meno le stesse caratteristiche necessarie per indirizzarsi in qualsivoglia performance esplorativo- sperimentale. Anche scientifica, quando la creativita' si accompagna al metodo scientifico- sperimentale. Percio' il bravo Earl ha saputo generare per tutta la vita singolarita' capaci di accendere e modulare 'transizioni'. [29.07.2007 13:52].

Sunday, October 01, 2006

2066 - voli a casaccio

N. sulla spaccata a scarabocchio in mescola d' ovoli //

ch' accartoccia sui kernel d' arcavoli a mosaiche
d' aciclico allasco //

quasi cio' che in goccia d' alea d' acchiuso s' autogenera
nell' ascoliasmo //

11.28 01/10/2006

"[..] tre immagini tratte da Wittgenstein, elevate a paradigmi: la bottiglia nella quale la mosca vola a casaccio, la rete in cui si dibatte il pesce, il labirinto entro il quale ci si aggira [..]". In: Gustavo Zagrebelsky. "Norberto Bobbio e l'etica del labirinto". La Repubblica. 27/09/2006, pp. 60-1.

NotaSullaNota

L'immagini del labirinto sono sempre troppo statiche. Non tengono conto del fatto sostanziale che in natura qualsiasi entita' di autoorganizzazione funzionale e' da considerarsi non meccanica, bensi' metameccanica. Transitoria. Fantasmatica. In continuo incessante "adattamento sperimentale". Questo vale senz' altro per il labirinto culturale ma anche per l' ipotetico corrispondente naturale. Anche un labirinto naturale sara' prevedibilmente e in qualche modo - rispetto al tempo - fisiologicamente "mutaforma". Per esempio, se un' ipotetica entita' erratica pel labirinto intende passare dalle coordinate spaziali [A] alle coordinate [B], un eventuale "ritorno" in [A] non sara' proprio del tutto "ritorno" perche' nel frattempo [A] sara' mutato in qualche suo parametro e sara' mutato anche per gli effetti del passaggio della stessa entita' al tempo in cui decise il salto da [A] in [B]. In pratica: l'entita' perturba anche [A] quando salta in [B]. A fondere in via ipotetica al modello del labirinto il modello di comportamento della "mosca in bottiglia", l' entita' "mosca nel labirinto" che intendesse passare da [A] in [B] e viceversa, magari con ciclicita' stocastiche, disordinate, potrebbe verosimilmente generare una sorta di oscillatore perturbativo. Un motore di caos. Perturbativo perfino nei parametri fondamentali, di sistema. Non per qualche generico giudizio di valore, morale, soggettivo, ma semplicemente per la "reattiva" necessita' della mosca di aprire, attraverso la generazione di un vortice, una via di fuga altrimenti inesistente, oppure che esiste ma la mosca al momento non vede. Considerando invece l' immagine classica della "mosca nella bottiglia", la mosca, intrappolata in un contenitore per essa assolutamente inatteso (non esistono bottiglie di vetro in natura), con il suo fare apparentemente disordinato, sgraziato, "a casaccio", in realta' dimostra di saper impostare "automaticamente" un approccio geniale, fuzzy, al suo problema: con una dinamica "per tentativi ed errori" la mosca traccera' la sua prima traiettoria di fuga. A memoria del suo fallimento potrebbe ipoteticamente rilasciare una traccia sul vetro del suo passaggio, oppure potrebbe memorizzare, del fallimento, la posizione (le coordinate). Dopo la reiterazione di "n" tentativi falliti la mosca sarebbe in grado di comporre una mappa spaziale, esaustiva della bottiglia. Da-Li' per logica conseguenza, la ricostruzione, il disvelamento di soddisfacenti traiettorie di fuga. Da-Li' l' insieme dei tentativi e (specialmente) degli errori compiuti costituirebbero la "firma", le "impronte digitali individuali" di "quella" mosca in "quella" performance (interessante questa immagine, non e' vero?). Ad un tempo questa mosca nella bottiglia sarebbe un bravo boscimane, "esploratore proto-scientist", se nel suo fare ha tenuto conto degli errori commessi, e un bravo "artista naturale", perche' in qualche modo e' stato autore di traiettorie uniche, contenenti componenti di stocasticita', irriproducibili. Una sintesi perfetta di fusione tra natura e (proto) cultura. Un esempio da manuale per il bravo ricercatore scientifico nell' approccio sperimentale ad una ignota, inattesa scatola nera. Approccio geniale perche', a un tempo, libero da pregiudizi e dotato di strategia semplice, diretta, efficace. Proprio come i movimenti fluidi, danzanti, in singolarita' PNEIco- mappante del kung-fu, per dire. Ho idea che il calcolo delle probabilita' dovrebbe confortare la proto- artistica mosca nel suo (quasistocastico?) agire. Per una entita' di Intelligenza Artificiale il "volo a casaccio" sara' certamente uno dei suoi default comportamentali nei giochi al buio. Io ipotizzo.

Tuesday, August 02, 2005

1868 - mais mosaicista (d' epizeusica aciclica epentesi)

N. sul codice a catasto quasi sismico /
solo in apparenza quieto massiccio quasi statico /
dove con squisita mossa in metatraccia s' autogenera /
l' aperiodico masque di metascisto mais mosaicista /
dalle fregole d' epentesi epizeusica aciclica a lento vortice /
sdutto nell' acqua senz' omissis di quasi toccata /
e fuga d' isosismica pulsivita' a cascata.

17.19 02/08/2005

"Il mais, in assenza di intervento umano, rimodella costantemente il proprio genoma, creando dei veri e propri 'transgeni naturali'".
In: ANSA 2005-08-01 14:05
http://www.ansa.it/main/notizie/awnplus/scienza/news/2005-08-01_913362.html

NotaSullaNota
Il Mais artista modellizzatore (quasistocastico?) di parti del proprio codice, secondo questa notizia ANSA. Si potrebbe osservare che gli eventuali errori generati dall'automanipolazione spontanea del creativo epizeusico Mais sono 'trattati' (filtrati) in un contesto di gioco sperimentale (naturale) dove convergono le azioni di metameccaniche (meccaniche non lineari) selettive e conservative. Metameccaniche di tipo legale, secondo i due vincoli del gioco naturale- sperimentale: [1]- gli effetti interni ed esterni al Mais generati dall' automanipolazione del codice non possono essere previsti - a priori - né dall' epizeusico Mais né da altri; [2]- gli eventuali errori (anch'essi non prevedibili a priori [!]) associati alla manipolazione del codice vengono corretti dallo stesso Mais (per autodiagnosi e autoriparazione) oppure autocompensati in tempo reale a livello metabolico (sempre dallo stesso Mais), oppure irreversibilmente confinati dalla selezione naturale (interna e/o esterna al Mais). Metameccaniche queste a tutt'oggi quasi del tutto ignote, quindi impossibili da riprodurre per chi manipola artificialmente (in laboratorio) codici genetici. Infatti, il rilascio nell'ambiente esterno di codici genetici artificialmente manipolati e', sul piano teorico e tecnico, un classico salto nel buio.

Saturday, February 24, 2007

2122 - a spola di soglia

N. sull' amplificare in gomitolo qualsivoglia segmento //

tribale a spola di soglia seducente nei nidi aduggianti l' efelide //

col quasistocastico fraseggio in tregenda di nube
a stilla di spigole //

... comunque fulgida nella ridda di traiettorie dell' a- tonale //

aciclica cosmesi dei lidi ... //

13:14 24/02/2007

"Fatto sta che la sua musica e' piena di 'note sbagliate', che potrebbero essere nate accidentalmente, per errore, per essere quindi accettate, razionalizzate e sistemate dallo stesso Monk [Thelonious 'Melodious' Monk] fino a diventare dei tratti distintivi - e seducenti - del suo particolare linguaggio musicale". In: Arrigo Polillo. "Jazz". Oscar Saggi Mondadori. (1997), pag. 634.

"1973 - gradinamento bitonale". Monday, march 13, 2006.
http://inkpi.blogspot.com/2006/03/1973-gradinamento-bitonale.html

"1974 - in singolarita' d' orpello". Thursday, march 16, 2006.
http://inkpi.blogspot.com/2006/03/1974-in-singolarita-d-orpello.html

NotaSullaNota
Occorre talento (irrobustito dalla tenace abitudine alla curiosita', all' esplorazione) per generare consapevolmente errori, confinarli e plasmarli in performance artistica. Oppure scientifico- sperimentale. Sono pochissimi quelli che riescono in tali faccende. E mai "a priori". Almeno per quello che ne so io.

Sunday, April 29, 2007

2134 - bizzarrie bop sugli standard

N. sulle forme della spira creativa dell' ignudo dissacrante che sonda dell' accidentato la prospettica //

Tra l' ablatori in mestizia //

12:18 29/04/2007

"Nacquero cosi' delle melodie bizzarre, difficilmente orecchiabili, costruite con frasi 'staccate', zigzaganti, estremamente dinamiche, caratterizzate da intervalli fino allora inconsueti; frasi che si reggono, collegandosi fra loro, in un equilibrio instabile, che sulle prime sconcerta.". "In questa pratica - sostanzialmente diversa dalla variazione su tema o dalla improvvisazione sugli accordi, di tipo hawkinsiano per intenderci - i boppers sono stati maestri insuperati; tanto piu' ammirevoli se si considera la limitatezza del numero degli standards da essi tante volte 'rigenerati'.". Leonard Feather. "Inside bebop". J.J.Robbins & Sons. N.Y. (1949). In: Arrigo Polillo. "Jazz". Oscar Saggi Mondadori. (1997), pag. 198.

NotaSullaNota
"tanto piu' ammirevoli se si considera la limitatezza del numero degli standard da essi tante volte 'rigenerati'", sottolinea opportunamente Polillo. Quasi un archetipo di modello evolutivo di un codice generico, culturale (musicale certamente, poetico - quasiPoetico senz' altro, come si dimostra ovunque in queste Note - linguistico? ... artistico in senso generico? ... ) ma anche ipoteticamente molecolare, genetico. Comprensivo di adatti filtri in grado di trattenere, "conservare" unicamente quelle sorgive novita' coerenti, non in funzionale contraddizione con l'insieme fisiologico della struttura interna al codice. Il problema qui - in una prospettiva sperimentale - non sembra la generazione (quasistocastica?) delle forme inattese, bensi' inerente la struttura logico- funzionale dei "filtri", dei setacci cioe', capaci di trattenere (e conservare) le soluzioni funzionali al codice, "metastabili" in senso evolutivo, con l'eliminazione di tutto cio' che puo' contribuire alla rigidita' strutturale dell' insieme. Vale a dire di tutte le forme, tra quelle sorgive, che possono rendere il codice, in funzione del tempo, "instabile", "fragile", generatore di "rumore". Chimico e informazionale.

In questa prospettiva - non dimostrata purtuttavia a mio parere per nulla campata in aria - l' effettiva attivita' culturale dei boppers sembra andare ben oltre la lezione accademica. E non solo antropologica. Anzicheforse ...

Wednesday, May 31, 2006

2014 - alieno nell' anatra

N. sulla linea del llano esplorativo ancestrale //
a comporre test colla lanterna d' aloni d' alea //
che spira pseud' alalia in chiazze //
rannaiole dal filtro di mantella a liane ch' alterna i tonali //

12.28 31/05/2006

"Aliens Alien Martian Duck X Ray - Item number: 9524777005". In:
http://cgi.ebay.com/Aliens-Alien-Martian-Duck-X-Ray

NotaSullaNota
Questa potrebbe essere una immagine (del sapere, sempre relativo) sulla generica esportazione delle tecniche di spettrometria dei cristalli da applicare in altri contesti. In pratica si genera una adatta micro perturbazione (un segnale), la si indirizza sulla "scatola nera", si registrano le risposte, si modellizza circa la struttura (e coerenza) interna. E' l' approccio sperimentale per eccellenza, per dire. Applicabile in qualsiasi contesto. Se il tutto funziona (se e solo se, specialmente nella scelta della natura del segnale, e dei tempi e dei luoghi di lancio) allora la scatola nera si disvela. Raccontera' qualcosa di se'. Magari solo in parte, pero' si disvela. Senz'altro. Non puo' non farlo.

Saturday, January 14, 2006

1941 - onda neurofluttuante

N. in sigolarita' d' onda neuroFluttuante //
che fluendo dall' interno dell' intrecciato canneto attrae coll' intono
l' ornato mutante //
pell' innesto nel frenulo tamanto- tatuato d' introne //

0.35 15/01/2006

"In verita' noi viviamo al punto di intersezione di molteplici determinismi". In: Steven Rose. "Fin dove l'arbitrio e' libero". LaRepubblica. 13-1-2006, pp. 52-3.

NotaSullaNota.
Accendere il libero arbitrio, cosi' come si accende la lampadina del frigorifero quando si apre la porta, da un punto di vista tecnico non sembra impossibile: e' sufficiente, in prossimita' percettiva di una bi/multi- forcazione (quelle 'strane' traiettorie cosi' frequenti ad es. nelle impronte digitali oppure nella sabbia modellata dai venti del deserto), lanciare una monetina (o un dado) e seguire coerentemente l'esito. In tal caso, come nella musica di improvvisazione (blues, rock, jazz, fusion ... ) sembrerebbe indispensabile coltivarSI sin da piccoli nell'arte della sperimentale [!] generazione, controllo (modulazione), confinamento in tempo reale della stecca.

Monday, July 11, 2005

1559b - l' apologo nel mattoNato prologo

N. a ripercorrere traiettorie d' indotte mutaforme /
nel tamponato oligotrofo su sdrucciole stasi d' ottagono trampolo /
a suo tempo compiutamente impostate di sperimentale ... mattoNato prologo /

Geniali le visioni di quell' oramai storico prologo ... /
visioni in capsula pell' apologo /
emico in slegato morfematico d' a- dotti protoalcmani /
in mimesi di 'ffratti manufatti /
compressi in metaforme d' aciclici volutamente radi sintetici tomi /
orlati a sbuffi di margottante pulsatile ipnoLogo /

Nel sito gia' llora prospettico /
dell' aura d' etereo ineffabile spiritello di scoglio marino.

9.52 13/01/2004

Thursday, June 09, 2005

1668 - ramificata tinnula (di carmina fluitantia)

N. metodologica nella cintura di finta malìa /
generata dall' instancabili neurofumiga(n)ti ciarlatani /
opponendo al muro di minuta finta ciarla /
una pulsatile ramificata tinnula /
che l'acini fulmina(n)ti intercetta /
aggredisce e irreversibilmente tarla.

14.09 08/05/2004


NotaSullaNota
"carmina fluitantia in ramificata tinnula" mi ha ricordato un modello di gioco che avevo in mente una trentina d'anni fa (primissimi anni settanta). Un "Charlie Parker sperimentalmente generoso" che intendesse interagire in qualsiasi contesto generando brevi, efficaci, ad un tempo ruvidi e delicati fraseggi di interferenza, se non per modulare quantomeno per ravvivare oppure accendere dinamiche di interazione. A dire il vero pensavo (da ex- chitarrista) più che altro ai fraseggi delicati, improvvisi e sporchi di Jeff Beck, Jimi Hendrix, John McLaughlin, John Lee Hooker, ..., dove effettivamente si raggiungono picchi di estasi creativa attraverso la generazione (aciclica in contesto ripetitivo) di pacchetti anche di poche note. Trattandosi di fraseggi d' improvvisazione potrei citare anche le singolarità fluide e incisive di Ravi Shankar, ma per questa NotaSullaNota va bene lo stesso. Chiamiamo il nostro motore generatore di novità "Charlie Parker generoso", con riferimento alla strategia "pan-per-focaccia generoso" del gioco "dilemma del prigioniero" letta molto più tardi in bibliografia, che in qualche modo gli somiglia (spec. nella spiccata predisposizione alla cooperazione a priori; cfr. "generous tit-for-tat", in: Nowak M. & Sigmund K., "Chaos and the evolution of cooperation", Proc. Natl. Acad. Sci. USA, 1993 Jun 1; 90(11): 5091-4.). Il kernel della strategia di gioco era semplice ma efficace: la generazione di pacchetti di impulsi brevi e incisivi all' interno di "qualsivoglia" contesto, a priori cooperativo o meno, quindi ignoto. In funzione delle risposte negative o banali al fraseggio sarebbe stato un lancio di dadi [!] a far decidere Charlie se continuare o meno l'azione d'interferenza perturbativa dell'acicliche performance oppure migrare altrove. Un lancio di dadi per il gioco al buio quindi, sia per Charlie che per l' aspettative dell'interlocutore sulle successive performance.

Trattandosi di montare un teorico "teatrino da front man" adattandolo all'interno di qualsiasi contesto, mi era venuta in mente, più avanti nel tempo, una famosa anch' essa breve e incisiva [!] considerazione del Presid. Sandro Pertini. Lui diceva (cito a memoria): "davanti a un brigante ...". Anche in tali contesti l'imperturbabile Charlie avrebbe, per permettere l' abbozzo in prima approssimazione di comunicazione sperimentale, fraseggiato la sua, modulando l'immagine piu' che altro limitativamente moralistica di "brigante e mezzo" del Pertini nelle immagini naturali, fisiologicamente più consone al linguaggio naturale di Charlie Parker - quindi universalmente esportabili - d' "astuto e mezzo", "ingenuo e mezzo", "folle e mezzo". Strategie quest'ultime che, se sapientemente miscelate, permettono, a mio parere, forme di "jam session" con qualsiasi interlocutore in qualsivoglia contesto.

Vedevo due effetti determinanti, in relazione al perdurare dell'azione nel tempo, sul "Charlie Parker generoso". Un effetto positivo e uno purtroppo negativo (è sempre così).

Senza entrare troppo nel dettaglio, il "Charlie Parker generoso" era teoricamente una sorta di cartone animato capace di sondare sperimentalmente e trovare - oppure generare ex-novo - traiettorie di superficie anche, per dire, nei meandri labirintici d' obscure & 'fonde paludi (i contesti "full-time farmer" e "post-full-time farmer" sono tutti caratterizzati da giochi truccati. Senza offesa per l'extraterrestre: extraterrestri. Quindi prevedono comunque l'esistenza di nicchie "tecnicamente tamponate" d'insalubri paludi).

Questo era l'aspetto positivo, sociale, azzarderei il termine, di "hacking fraseggiante" per il front man Charlie a un tempo generoso e in singolarità di carriera.

L'effetto negativo invece l'ipotizzavo più fisiologico che sociale: il "Charlie Parker generoso" avrebbe potuto raggiungere, prima o poi, la sua individuale soglia di saturazione uditiva al rumore, oltrepassando la quale avrebbe corso seri rischi d' immediato pre- coma neurale da shock uditivo. Con riflessi inevitabili sul sistema immunitario. E sulle sue memorie (le orecchie e il sistema immunitario sono sottosistemi a reti molecolari troppo "aperti all'esterno" per poterli raggirare coi trucchi dell' oblìo controllato). Un Charlie Parker generoso, funambolico cartone, creativo, non depresso, ma irreversibilmente segnabile dalla droga da rumore. Quasi come succede all'alcolista cronico (si percepisce solo l'effluvi in tracce d'odore di rumore e irreversibilmente si stramazza per una metaforma di shock anafilattico). Invece non vedevo interessanti, sempre per la resistenza a medio- lungo termine, gli effetti da stress e/o spiacevoli "abbassamenti d'orecchie": Charlie sarebbe stato troppo bravo, creativo, istintivamente ferino e naturalmente inintercettabile per manifestare tali quisquilie.

Questo l'aspetto negativo: le variabili, per così dire fondamentali, per determinare non la qualità ma la durata d'interazione sarebbero state non l'abilità nei tempi, nei modi e nei contesti ove liberare il fraseggio (abilità fuori discussione per il bravo Charlie) ma quelle relative ai tempi di esposizione di Charlie al rumore. E alle sue individuali soglie percettive di tolleranza.

Una gran bella figura quella del funambolico, saggio, visionario Charlie. Non è vero?

Dimenticavo. In tema d' abitudine nel "lancio di dadi", queste sono le forme anagrammate del fraseggio:

carmina fluitantia [cfr. laus Pisonis]

//anag//

/cintura finta malia/
/fumanti ciarlatani/
/minuta finta ciarla/
/ramificata tinnula/
/acini fumanti tarla/

Tuesday, May 24, 2005

1666 - abuse a captive

N. a sondare ciò che dell'atavica sub- encefalopatica molestia /
è auto- generabile dall' evangelica cupa bestia /
nel contesto che prevede a margine la definitiva pesca /
della mosca /
all' interno di una beuta /
illuminata da uno sperimentale - compiutamente parametrizzato - marasma.

9.06 06/05/2004

Ryan Dilley. 'Is it in anyone to abuse a captive?'.
BBC. 2004/05/05 10:49:40 GMT
http://news.bbc.co.uk/2/hi/uk_news/magazine/3683115.stm

'A Simulation Study of the Psychology of Imprisonment'.
In: Stanford Prison Experiment web site at Stanford University.
http://www.prisonexp.org/

Thursday, April 21, 2005

1644b - onda anti rumore

N. in perpetuo round d' aeromanti /
a generare fantasmiche barriere d' onda anti rumore /
- anche pell' ande ricorsive d' ornati oranti cartoni - /
coll' aciclico erratico filtro a muro d' alito anti androne /
A fissarle coll' incanti di sperimentale scettica /
autoironica musicale aura /
Con chiodini d' aria ... /
Nell' aria.

9.35 14/04/2004

'Tornando all'analogia con la fisica, il potere, come l'energia, muta continuamente di forma [..]'.
'Tentare di isolare una determinata forma di potere [..] e' stato ed e' tuttora fonte di errori di grande portata pratica'.
In: Bertrand Russell. 'Il potere'. Feltrinelli (1976), pp.13-14.

Opus (Ide d'). 'I beg your pardon?'. In: 'Berkeley's favorite stips'.
http://www.berkeleybreathed.com/pages/favorite_strips.asp

Thursday, April 14, 2005

1753b - sull' a- tipicità di psicotico sciame

N. a sottolineare nell' a- tipicità di sperimentale psicotico sciame /
un kernel d' atipicità di metacicloide sisma /
dove una storica tipicità d' icastico scempio a cascame /
è stata iterativamente riconfigurata e riproposta in mìmesi d' alisma /
dall' unico singolo zonale sorgivo pasticcio di tastierista coll' impiccio.

14.57 02/08/2004

'Labs race to destroy deadly virus. Health experts have begun to destroy samples of a potentially lethal flu strain sent to laboratories around the world by a US testing organisation'. 'Testing kits containing the virus [H2N2 Asian flu] were sent to more than 3,700 laboratories in 18 countries from Brazil to Lebanon'.
In: BBC. 2005/04/13 14:42:33 GMT
http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/americas/4440541.stm

'coupled chaotic systems'. In: Vladimir N. Belykha, et al.
Physica D (2004); 195(1-2): 159-187.