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Monday, February 26, 2007

2123 - le dislocazioni pausali di Theo

N. sul volatile siglare in leudo d' apice ch' incide zone in trisillabo //

e declina col risveglio d' ancia il pendice d' inedito anticipo //

ch' elude (e perturba) quei siti dove nell' ecolalia
l' ostioli nani singhiozzano //

09:27 26/02/2007

"[..] forse in nessun altro solista l'uso delle pause appare tanto geniale e creativo. E' la dislocazione delle pause che spesso determina la nuova melodia, caricandola di una singolare tensione: in uno studio a lui dedicato, Jean Delmas ha acutamente definito Rollins [Theodore Walter 'Sonny' Rollins] 'un organizzatore delle lacune'". In: Arrigo Polillo. "Jazz". Oscar Saggi Mondadori. (1997), pag. 684.

NotaSullaNota
Questa interessante citazione sulla singolarita' delle tecniche di improvvisazione di Sonny Rollins circa la 'dislocazione delle pause' sembra tratta da un futuribile testo su modelli - neanche tanto campati in aria - di micro regolazione dinamica di codici genetici piuttosto che da una biografia di musica Jazz. Non e' vero?

Thursday, January 18, 2007

2110 - sbecchi di prua

N. sul brusio del recettore nano //
ebro in pause come fonico gitano //
che nell' apnea s' auto depura //

a sbeccare di prua //
coll' apici a sonda dall' ornanti ruttori //

in visione di preludio d' ogni aciclo //
pedulo dell' aracnoidi- anarcoidi tornanti //

12:07 18/01/2007

"Furono proprio il carattere fondamentalmente allegro, l'esuberanza vitale, il senso dell'umorismo, l'intelligenza vivace e realistica, che permisero a Dizzy [Dizzy Gillespie] di superare meglio di ogni altro musicista del suo entourage le difficolta' che il bebop, di cui era stato uno dei creatori, incontro' lungo il suo cammino, e di evitare poi la sorte tutt' altro che lieta, e in qualche caso tragica, di molti di loro". In: Arrigo Polillo. "Jazz". Arnoldo Mondadori Ed. (1997), p. 603.

NotaSullaNota
In pratica il bravo Dizzy non si e' salvato dall' indigenza, dal manicomio, dalla disperazione per cio' che aveva donato ai suoi contemporanei (post full- time farmers, bianchi, neri, e in varieta' di mescola) ma - forse - perche' aveva avuto in dono dai genitori (da uno di loro o da entrambi) una sorta di metameccanica regolatoria generosa nella sintesi endogena (fisiologica) di neuro oppioidi che evidentemente lo proteggeva, lo schermava, nei periodi (aciclici) di stasi creativa, dagli episodi depressivi e dall' abuso di droghe. Percio' Dizzy "aveva sempre un bel carattere". Eh, il bel carattere ...

"Pero' ha un bel carattere". (Anonymous. XX e.V.)

Sunday, January 14, 2007

2107 - coll' anse d' apostrofo

N. sull' aciclicita' di saetta dall' esocrino svisato che prefigura //
come su pseudepigrafe il variegato con-testo che dalle pause
dell' abile surfista //
traccia coll' anse d' apostrofo un virtuosistico //
irriproducibile tagete //

13:15 14/01/2007

"A questo punto il lettore attento alle vicende dell' arte contemporanea non avra' mancato di rilevare l' esistenza di molteplici convergenze fra le poetiche del free jazz e quelle delle espressioni artistiche d' avanguardia occidentali [..]. In queste e' facile infatti incontrare un' analoga predilezione per le strutture gracili, vaghe, aperte [..], un' altrettanto grande ambiguita' di significati, conseguenza diretta dell' apertura delle strutture, il ricorso all' alea nel processo creativo, l' enfasi posta sul gesto che crea e sul comportamento significante piuttosto che sull' oggetto creato [..], la predilezione per i materiali poveri, rozzi [..] e per la giustapposizione di elementi eterogenei, l' ambigua oscillazione fra impegno e gioco, la vocazione per la dissacrazione e per l' autoironia, e infine il gusto per l' aggressione del pubblico per mezzo di comportamenti abnormi, traumatizzanti.". In: Arrigo Polillo. "Jazz". Oscar Saggi Mondadori. (1997), pag. 279.